Un saluto da Harmonica non è un saluto senza questo...
Ci vediamo dal "doctor".
giovedì 13 ottobre 2011
domenica 9 ottobre 2011
COLAZIONE DA HARMONICA: 9 OTTOBRE 2011

A me Gaber piaceva quando entrava nelle case il Sabato sera. Mi metteva buon umore, e anche se non capivo una mazza di cosa quelle canzoni volevano dire, ti ci ritrovavi perché erano diverse dalle orietteberti e dai massimiranieri. Quando è sparito dalla televisione vi confesso che mi dispiacque assai, era come aver perso un vecchio zio mattacchione e poi ero troppo piccolo per andare ad assistere al suo teatro cantato. L'ho ritrovato dopo molti anni e quelle sue nuove canzoni per me allora sconosciute hanno fatto parte della mia formazione. E sono ancora attuali e scomode. Soprattutto per i rivoluzionari di professione, dei soliti parolai che ammorbano il paese, di quelli che non hanno il coraggio di ammettere che il problema non è Berlusconi o chi per lui, ma che il problema sono gli italiani.
Con questa vi saluto, penso che non ci sentiremo per un po'. Se vi aggrada, passate a trovarmi qui.
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venerdì 7 ottobre 2011
UN REGISTA DI SUONI

Come definireste un musicista che mischia jazz, blues, funky, tango, salsa, afro, insomma un po' tutte le musiche del mondo, e che in ogni suo disco, più misterioso dei segreti di Fatima, riesce a catalizzare l'ascoltatore in un'orgia di suoni? Pazzo? Geniale? Diciamo l'uno e l'altro; sicuramente il percussionista, produttore e compositore Kip Hanrahan (a proposito, ringrazio Brazzz che me lo ha fatto conoscere) è uno che tutti quegli ingredienti li sa miscelare bene, e ascoltarlo è come essere catapultati nei quartieri e per le strade di New York, città da cui proviene, ogni brano è come ascoltare i suoni della metropoli multietnica. Un regista, un Gaspar Nòe che invece del cinema, si crea le sue visioni con la musica. I suoi album sono stati uno dei segreti più custoditi della discografia mondiale, fortunatamente da un po' di tempo è possibile ascoltarli grazie alle ristampe della benemerita etichetta tedesca Yellow Bird, che ha ristampato i primi introvabili dischi di Kip degli anni '80. Si, anni '80, avete capito bene, ma tu guarda cosa cazzo mi sono perso in tutti questi anni ! Abbiate la pazienza di cercare questi dischi, ne vale la pena, in questo caso la definizione di musica "moderna" calza a pennello ed il vostro umile blogger si riappacifica con questa definizione. La musica di Hanrahan è poi al servizio dei testi di poeti che collaborano col nostro, poesie di strada che parlano di storie contemporanee, di analisi mai piegate al conformismo dei nostri anni e piene di rabbia. Il prossimo mese uscirà il nuovo album dal titolo "At Home in Anger", mi aspetto una nuova esplosione di suoni e di calore umano. Nel frattempo vi raccomando di provare il menù, non ve ne pentirete.
Questa è dal suo primo album, "Coupe de tete" del 1981
dei Cream.
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giovedì 6 ottobre 2011
ORECCHIE A FETTE: BLACK COUNTRY COMMUNION

Deep Purple e Led Zeppelin: basta la parola, come diceva una vecchia pubblicità, per avere l'ispirazione giusta nel creare una band di hard rock, riprendendone lo stile e la lezione che ne hanno dato nel corso della loro carriera. I Black Country Communion però non hanno badato a spese e per rendere ancora più affine il loro sound ai maestri del passato, hanno pensato bene di prendere il figlio di John Bonham degli Zep, Jason, alla batteria. Non solo, per rendere più appetibile il tutto, all'appello non può mancare il vocalist e bassista Glenn Hughes, già nei Deep Purple, periodo 1973-1976, e nei Black Sabbath per l'album del 1986 "Seventh Star", un uomo che quando lo vedi non puoi fare a meno di notare quella tipica faccia da rocker gaglioffo, nonché la smagliante forma fisica per un sessantenne, che ti porta a considerare che il rock fa bene, altroché. Non è finita qui però, il supergruppo, di questo alla fine si tratta, si è dotato delle dita più veloci del west alla chitarra, ovvero Joe Bonamassa, mentre a far le veci di John Lord alle tastiere, c'è Derik Sherinian ex Dream Theater e Planet X. La loro è una miscela dei due gruppi guida dell'hard rock, ma non solo; la voce di Hughes fa venire i brividi se ripensi a Bon Scott degli AcDc, a volte sembra posseduto dallo spirito del cantante australiano, talmente lo ricorda nella voce. L'album, il loro secondo uscito lo scorso Giugno, è fatto da brani potenti con dei riff memorabili, gli assoli rimangono per fortuna sotto il livello di guardia, ci sono ma sono al posto giusto e senza strafare, i riferimenti, inutile dirlo sono quelli dei gruppi citati, con una spruzzatina di Black Crowes - qui si potrebbe aprire il dibattito, ovvero un gruppo di reduci dell'hard rock che in una canzone sembrano i Black Crowes che a loro volta si rifanno ai gruppi dei seventies - ma visto che il produttore è Kevin Shirley che ha lavorato giusto con i Corvacci Neri, oltre che con gli Aerosmith e i Led Zep, ci sta. La band prende il nome dalla zona industriale delle Midlands inglesi, tra Birminghan e Wolverhampton, luogo di nascita e crescita di Bonham e Hughes, dove tra miniere di carbone e fabbriche, l'hard rock ha sempre trovato terreno fertile. Peccato che qui da noi non c'è niente di simile, pensate che band sarebbero uscite fuori dalle Saline di Volterra o da qualche miniera del Sulcis.
Musica di pancia quindi, niente elucubrazioni, ascoltare ad alto volume please, basta questo.
Vai Glenn, dacc'i'sound !
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lunedì 3 ottobre 2011
GODI POP(OLO): GANGLIANS

Capita sempre più raramente di ascoltare dei dischi che abbiano la freschezza e l'innocenza della musica suonata negli anni sessanta. Musica per la gioia di far musica, senza starsela a tirare più di tanto, senza render conto ad Mtv e a schiere di ragazzine in calore. Se cercate roba simile, rivolgetevi ai Coldplay e ai (ahimè) Kooks, loro si che sanno titillare le corde giuste (quelle dove risuonano gli euro). I Ganglians, usciti da poco con l'album "Still leaving", invece è roba da palati fini: eclettismo è la prima parola che mi viene in mente ascoltando le loro canzoni, sunshine-pop innestato su chitarre in stile anni '90; quindi bando alle carinerie, qui si ascolta del sano power-pop e questo mi basta. La canzone del video, "Jungle", poi è una promessa per quello che verrà: chitarre twang che ricordano sia il "surfista" Link Wray, sia la cristalleria degli Shadows. E il bello è che non ti stufi mai di ascoltarla. Se non si sciupano nel crescere, un altro tassello per il futuro del r'n'r è assicurato.
domenica 2 ottobre 2011
COLAZIONE DA HARMONICA: 2 OTTOBRE 2011

Questa è una canzone che, più che per una colazione, è consigliata per l'ora in cui sto scrivendo, mezzanotte passata da 15 minuti di Domenica 2 Ottobre. Tant'è, prendetela a qualsiasi ora, perché è la più bella del canzoniere di Pino Daniele. Arriva dal 1981 e l'album da cui è tratta è "Vai Mo' " che insieme a "Nero a Metà" e "Bella 'mbriana" rappresentano i migliori lavori del cantautore partenopeo. Quello dei primi anni '80 fu per me uno dei primi momenti di cambiamento della mia vita, l'arrivo del primo lavoro, le prime uscite fuori casa per più giorni, la traumatica partenza per la naja, l'arrivo di nuovi amici. In tutto questo, la musica di Pino Daniele era come avere la coperta di Linus dietro, ti dava calore e ti faceva stare bene, insieme a quell'altro ragazzo di Napoli, andato via troppo presto, Massimo Troisi. Sempre del 1981 è "Ricomincio da tre", film girato interamente a Firenze dall'attore napoletano, con la colonna sonora di Daniele, dove la musica è talmente ben integrata nel film da non prevaricarlo mai.
Come però spesso accade con le passioni brucianti, la mia per Pino Daniele terminò con l'arrivo dell'album "Musicante" del 1984, intendiamoci un altro bel disco, ma quel tocco particolare che avevano i tre album precedenti qui mi sembrarono perduti, o forse ero soltanto io che cambiavo. O forse era cambiato Pino.
P.S. Sentite che bellezza l'assolo di sax di James Senese, rende questa canzone ancora più
struggente.
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