Quando a metà degli anni '80 anche da queste parti si iniziò a parlare di revival del beat italiano, I Corvi furono il gruppo per cui iniziai sfacciatamente a fare il tifo. Sia per la loro canzone più famosa, "Un Ragazzo di Strada", inno di tutti i losers e disadattati di ogni tipo, sia perché le continue apparizioni di Maurizio Vandelli, presentato come "re del beat", in svariati programmi televisivi, avevano ormai raggiunto il livello di guardia. Intendetemi, massimo rispetto per l'Equipe 84, a cui dedicherò un post prima o poi, il fatto era che i Corvi, con quei mantelloni neri addosso, con quel volatile nero appollaiato sul manico del basso, con le loro sonorità rugginose, apparivano come degli eroi belli rozzi e convincenti, in contrapposizione al beat da intellettualini di Vandelli e co. Ascoltatevi ad esempio la cover di Bang Bang fatta dai Corvi e quella dell'Equipe; altra storia, i corvacci vincono per k.o. al primo round..
Contrapposti lo erano anche per la provenienza, Parma per i Corvi, Modena per l'Equipe 84 e se per i secondi fu più facile approdare dal beat a proposte in linea con il panorama della musica leggera italiana, per i nostri eroi, forse il primo gruppo garage italiano, sarà quasi impossibile riciclarsi nel progressive o nel pop melodico. E questa è un'altra delle ragioni per cui ho amato i Corvi. Da considerare poi che "Un ragazzo di strada" era una cover di un brano per niente famoso, "I ain't no miracle worker" cantato dal gruppo americano dei Brogues e che I Corvi tolsero dall'anonimato e la fecero diventare immortale, almeno per il nostro paese. Vanno ricordati anche per un'altra bella cover, "Sospesa ad un filo", canzone proveniente dal repertorio degli Electric Prunes.
Anche questa è migliore dell'originale !
10 commenti:
I Corvi erano cool!
Ciao amico.
d'accordo su tutte le considerazioni fai, anche il relazione all'equipe!
hai nau sentito la cover di ragazzo di strada di Tonino Carotone? No? Beh ritieniti fortunato!
Mi domandavo quanto avremmo dovuto aspettare per ascoltarli qua dalle tue parti!
I miei preferiti insieme ai Balordi.
Sono di Parma ed i Corvi qui fanno parte della storia della città e della sua cultura. In particolare Gimmi Ferrari il bassista (quello con il corvo in testa), grande personaggio morto nel 2006, che ha sempre seguito il mestiere della sua famiglia cioè il burattinaio allestendo il museo dei burattini Ferrari unico in Italia e forse nel mondo.
@tarkus
ultra-cool direi. ;o) Ciao grande
@robydick
arriveranno anche loro
@Euterpe
Grazie, mi hai risparmiato una pena.
@il Russo
mai perdere la speranza Russo.
@otw91
parlerò anche dei Balordi
@popsylon
bella storia davvero, e bel mestiere; senza secondi fini, come purtroppo accade con i finti "burattinai" piduisti.
Grandi grandi!
Il mio pezzo preferito dei Corvi è "Che notte ragazzi" che non mi pare fosse una cover. L'ho fuso nel mangiadischi da piccolo e continuo ad ascoltarlo ancora adesso, insieme ai Ragazzi dai capelli verdi il mio gruppo beat preferito.
@sassicaia molotov
Conosci i fiorentini "chewingum"? non molto beat, forse più psichedelici, tanta roba per quegli anni.
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